8/20) I GIORNI DELL’ATTESA Questi giorni di grande sacrificio e di lunga attesa passano pressoché uguali per tutti noi. Abbiamo la modesta soddisfazione di vederci tutti presi alla stessa maniera secondo l’antico adagio “mal comune mezzo gaudio”. Se il mezzo gaudio fosse vero, ci basterebbe: ci stiamo adattando, ci stiamo organizzando in casa, spesso nella penuria e nelle preoccupazioni, ma ci assale lo scoramento per l’oggi e per il domani. L’anziano, spesso solo, si lascia trascinare dalle ore monotone, ma la sofferenza dei ragazzini rinchiusi non è da meno. Qualcuno ha pensato di proporre un libro, una ginnastica in casa, una visita virtuale ai -musei per valorizzare il tempo, per migliorare; però niente serve se non c’è determinazione, costanza e un traguardo da raggiungere. Va detto che, se vogliamo migliorare, queste belle iniziative non bastano. Per vincere una battaglia (questa sul virus lo è) dobbiamo assumere un atteggiamento virtuoso e determinato. Purtroppo, le nostre preoccupazioni psicologiche non vengono abbastanza recepite dai nostri amministratori, perché la famiglia che è ora forzatamente riunita come una volta con adulti, bambini e anziani insieme, spesso in ambienti ristretti, è costretta a subire programmi e film TV estremamente violenti, sciatterie e porno-mania a tutte le ore. Ciò fa aumentare l’ansia e l’inquinamento mentale, mentre ci si dovrebbe preparare per un futuro più consapevole di quello che abbiamo avuto finora. Anche la RAI si permette di danneggiare la famiglia in questo modo e chiede la tassa TV a tutti! Che cultura vogliamo mantenere? Non invochiamo la censura! Chi ama programmi particolari ha la possibilità ed il diritto di abbonarsi a canali riservati (Amazon, Sky), ma la famiglia, i bambini, gli anziani vanno tutelati come raccomanda la Costituzione Italiana. Facciamo un esempio di cattiva informazione: nel 1989 la Romania era in rivolta; il dittatore Ceausescu e sua moglie stavano per essere condannati a morte e le piazze erano in subbuglio. In quelle tragiche ore la TV rumena trasmetteva incontri di pugilato in continuazione, che potevano essere visti anche in Italia. Evidentemente, la TV rumena contribuiva al disordine. E cosa ci propina ora la nostra TV? Nel nostro forzato abitare, abbiamo tutti l’occasione di riflettere, di diventare più attenti fisicamente, mentalmente e spiritualmente per affrontare il domani in modo più consapevole. Perciò, va bene proporre una breve ginnastica, un libro qualsiasi, un video-museo, una frettolosa preghiera, ma a queste ottime soluzioni spesso si dedica il tempo che trova. La TV potrebbe offrire anche programmi di Yoga e di Meditazione, con tecniche adatte alla crescita spirituale, che di questo abbiamo soprattutto bisogno: non c’è migliore investimento per il cittadino di domani! Ci sono molti bravi istruttori di Yoga e di Meditazione in Italia con un notevole potenziale di cultura e serietà, pronti ad aiutare il cittadino in questo periodo di forzature. Ci sono molte tecniche di Yoga e di Meditazione, ma basta fare la scelta migliore, dove sia garantito un percorso che comprenda tutte le fasi di crescita spirituale (esempio: gli 8 gradini di Patajali, filosofo, 2°sec. a.C.), il canto e la musica devozionali. Bassiano da Bassano – bassianoblog.wordpress.com – mobass@email.it Marzo 2020 Tel 3260057801 —————————-

7/20) IL VIRUS DI WUHAN Io sono bloccato a casa, come tutti, per non farmi acchiappare dal Coronavirus. Conto i giorni, come in prigione e chissà quanti altri ancora. Non sopporto il non-far-niente e, quand’è sera, vorrei essermi realizzato in qualcosa, anche se di poco. La domanda che mi perseguita in questi angosciosi giorni è per quale dannato motivo io devo, noi dobbiamo, sacrificare la nostra libertà, la nostra salute, i nostri beni, il nostro futuro per un virus. I perché sono molti e gli esperti cercano rimedi, ma non viene spiegato abbastanza il motivo primario della comparsa del Coronavirus. Ci viene insistentemente ricordato come difenderci dal virus ora tracimato in pandemia; l’avvertimento è necessario, ma è pure necessario capire come questo “coso” si è sviluppato. Infatti, è molto corretta l’affermazione. “prevenire piuttosto che riparare”. Ci sono due ipotesi, in Europa, sull’origine del contagio: Laprima è che il virus sia “uscito” da un laboratorio di ricerca nella città di Wuhan, in Cina; La seconda è che la causa sia l’infezione tra Animali selvatici e allevati in contatto fisico con Umani (di Wuhan). “La prima ipotesi è probabile solo in teoria e non in pratica, mentre la seconda ipotesi è certa” (Fabrizio Pregliasco, virologo; Gianni Tamino, biologo; rivista scientifica ‘Nature’). C’era da aspettarsi che il virus fosse nato nel secondo modo, perché i virus patogeni che hanno attraversato l’Europa in tanti anni (vedi: Spagnola, Sars, Aviaria e altri di minore forza) sono arrivati dall’Oriente, per non dire Cina. In quelle regioni si usa allevare, macellare e vendere Animali di ogni specie in ambienti non idonei e senza precauzioni igieniche. Infatti, a Wuhan c’è un grande e noto “market” di Animali più o meno selvatici, dove vi si recano anche turisti in cerca di curiosità. La questione del transito virus Animale-Uomo non può essere smentita, perché anche in Italia succede lo stesso con frequenti patologie aviarie presso allevamenti avicoli (Veneto-Lombardia) in zone dense di capannoni pigiati di Polli e Galline (Aviaria del 2006). Si intuisce che un virus non nasce soltanto da contatto fisico e gastronomico con Animali selvatici/esotici come nel citato “market”, ma anche da allevamenti “lagher” sparsi ovunque di suini, bovini, pollami, ovini … E’ chiaro che gli Umani approfittano degli Animali e poi arriva il conto! Nel 2012, sull’onda dell’epidemia mondiale del virus Sars, il governo tedesco fece fare uno studio al Robert Koch Institut su eventuali patologie future da virus e si concluse che c’era un rischio concreto di diffusione di una devastante pandemia proveniente dall’Asia a causa di mercati di Animali selvatici con salto sugli Umani. Non furono presi provvedimenti e la pratica dello studio fu archiviata. Ora quel tipo di virus è una pandemia! (Corriere della Sera, 20 Marzo 2020 a pag.16). Gli Animali selvatici e d’allevamento soffrono per la perdita del loro habitat; si tratta di malattie simili a quelle umane quando si magia male, non si ha casa, si fugge da una guerra, si vedono morire i propri figli, si è costretti in “lagher” polizieschi (dei quali gli Umani sono bravi artefici). Le patologie fisiche e psichiche, dovute a simili situazioni, fanno scendere la difesa immunitaria di ogni essere vivente: opportunità interessanti per i virus patogeni! I selvatici sono uccisi da cacciatori e da pescatori senza scrupoli; l’habitat selvatico è invaso dalla fantasiosa intraprendenza commerciale e ludica umana; la Natura si ammala; gli Animali allevati serialmente sono merce di scambio e di ricchezza. Imperversa la consueta legge di mercato: maggior guadagno con minor spesa. Ora che io sono costretto a casa, quasi in solitudine, mi penso come l’Elefante del circo, incatenato al palo, che, insistentemente mena la stessa gamba avanti/indietro, oppure alla Tigre del circo che gira in tondo nella sua angusta gabbia senza mai fermarsi: la possente Tigre! Il trauma psicologico colpisce anche gli Animali selvaggi. La mancanza di libertà, grazie a Coronavirus , ci fa sentire tutti un pò traumatizzati e ci troviamo a fare e a disfare per “tirare a sera”, ma l’opprimente presenza di questo virus ci dà anche la possibilità di meditare sul nostro futuro di specie umana su questa meravigliosa Madre Terra contaminata. Ne verranno altri di virus quando il nostro sacrificio sarà finito? Sembra di sì, perché la Natura “si è rotta”: ce lo mostra continuamente con i danni climatici che ci perseguitano. La causa siamo prevalentemente noi con i nostri fittizi bisogni di comodità, lusso e prevaricazione sull’altro: intendo dire su Umani indifesi, su Animali alla sbarra e su Ambiente addomesticato e calpestato. Quando usciremo da questo incubo globale dovremmo avere abbandonata la scoria dell’egoismo che ci contraddistingue nei rapporti con l’altro: intendo dire Umani indifesi, Animali alla sbarra e Natura deflorata. La straordinaria tecnologia, in nostro possesso ora, ci consente di rifare i calcoli economici e sociali in modo saggio, avviando un importante salto di qualità per noi e per Madre Terra, solo se noi lo vogliamo. La chiave del nostro futuro sta nel riconoscere l’altro (Umani, Animali, Natura) come il nostro prossimo in termini di Compassione e di Nonviolenza. Queste due nobili essenze dell’essere umano sono il primo motore di un nuovo modello di civiltà individuale e sociale per chi ne intuisce il valore. Bassiano da Bassano – bassianoblog.wordpress.com – mobass@email.it Marzo 2020 ————————-

6/20) BENESSERE UMANO ANIMALE AMBIENTALE 1)CENTRISMI Il rapporto umano con Madre Terra è ovunque compromesso. Molti si propongono di riequilibrare tale rapporto tramite una riduzione dei consumi, ma la maggioranza rimane intenzionata a non perdere vantaggi finora raggiunti, aspettandosi di ottenerne altri tramite novità offerte dalla tecnologia. Questo caparbio e diffuso comportamento è un antico concetto antropo-centrico che accompagna ognuno di noi fin dall’antichità: è una radicata forma “mentis” individuale, politica, teologica, filosofica, scientifica, commerciale … con la quale si pensa di avere un sacrosanto diritto su ogni altro essere e sulla Natura. 1) L’antropo-centrismo è sostenuto da individui che confidano nella creatività razionale umana (Meccanicismo, Naturalismo scientifico, Idealismo trascenente) e in altri, i quali si sentono autorizzati da Dio a manipolare la vita (Antropo-centrismo religioso). “[…] Così viene eliminato l’errore di chi ammette essere peccato per l’uomo uccidere animali, perché la divina provvidenza li ha dati ad uso dell’uomo nell’ordine naturale, onde l’uomo se ne serva senza colpa, uccidendoli e adoperandoli […]” (Tommaso d’Aquino –Summa Theologiae, vol XVII) 2) Esiste un altro concetto di vita: è il bio-centrismo. Molti si innamorano della Natura; la proteggono e fanno di essa ragione di vita ( Naturalismo egualitario, Diritto legale, Bio-romanticismo). “Quello che scorgo nella natura è una struttura grandiosa che possiamo capire soltanto per frammenti. Questa struttura deve trasmettere a ogni essere pensante un sentimento di umiltà – un sentimento autentico, religioso, che non ha niente a che fare con li misticismo ” (A. Einstein, 1954 –Mondadori, 1997). 3) Esiste anche il cosmo-centrismo, indirizzato alla solidarietà universale e al rispetto di tutti i viventi e non viventi, ovvero gli elementi naturali; e tutti ritenuti dotati di valore intrinseco in sé. Questo concetto nasce dall’osservazione dell’infinitamente grande (il Cosmo) e dall’infinitamente piccolo (la particella atomica). La contemplazione della vita come materia (Cosmo-centrismo laico) e/o spirituale (Cosmo-centrismo religioso) è un‘irresistibile peculiarità umana, che conduce al sogno della Bellezza o/e al credo in un‘Intelligenza Cosmica. L’eco-filosofo Arne Naess (1912-2009) affermava che “per vita umana e non umana sulla Terra si intende l’ecosfera e non solo la biosfera, perché il rispetto per le forme di vita non deve essere limitato in senso strettamente biologico […]”. (Paolo. Vicentini- La tessitura della saggezza a pag 276). “Mille soli e lune dal Tuo Corpo splendono” (Paramahansa Yogananda- Canti Cosmici). L’idea di “vita” è presente nei tre concetti ora accennati, ognuno con diverse finalità e risultati, dei quali si discute attualmente con diverso orientamento. Il concetto cosmo-centrico risponde nel miglior modo al concetto di “vita”: non solo attenzione al valore della vita umana (antropo-centrismo), o includendo animali e piante (bio-cenrismo), ma anche per quella degli elementi spaziali ed astronomici legati alla magnificenza cosmica Non è facile dare valore in sé (intrinseco) a tutti i viventi, perfino ad acqua, terra, aria, montagne … soprattutto se l’Umano conduce una stanca esistenza di violenza. Se si pratica la Compassione Universale e la Nonviolenza Universale, il concetto di valore intrinseco in ogni vita diventa realtà e diffuso benessere. Questo pensiero è stato prerogativa di antichi filosofi ai quali non si è dato ascolto, ma che ora si trova in sintonia con rilevanti studi della scienza moderna. 2) ECOLOGIA E CICLO DELLA CARNE Nonostante le evidenze, i conservatori della Tradizione ignorano, rifiutano o avversano le proposte per una sana ecologia e continuano a prelevare risorse primarie senza riguardo per Ambiente, Umani e non Umani. Le raccomandazioni di economisti ed ambientalisti, non esattamente mirate (vedi Al Gore), hanno indotto i governi e la scienza a studiare il famigerato Riscaldamento Globale soltanto per le emissioni di CO2 da carbone, petrolio e … legna. Invece, altri studi hanno messo in evidenza più dettagliati fattori di costo, avendo inserito nei calcoli le esternalità negative (componenti indirette a carico dell’Ambiente e delle comunità). Così sono stati documentati enormi problemi derivati dalla massa di allevamenti industriali nel Pianeta. Uno studio della FAO (Livestock’s long shadow) del 2006 indica il 18% di Effetto Serra a causa degli allevamenti, mentre il rapporto R. Goodland, J. Anhang (Livestock and Climate Chang) del 2009 lo spinge al 51%. La variazione 18%, 51% dimostra che la zootecnia mondiale inquina molto di più di auto e aerei messi insieme a livello globale. Tale studio ha formulato l’espressione “ciclo della carne”. Il motivo anti-ecologico (aggressione alla bio-diversità) è lampante e non necessita di ulteriori commenti (vedi Abitudini alimentari e perdita di habitat in: L’Ambiente per gli Europei-Supplemento Settima Verde 2010, Agenzia per la valutazione ambientale dei Paesi Bassi). 3)CIBO E PACE Nonostante l’aggiornamento delle percentuali sui costi, c’è moltissimo disinteresse nel cittadino e nelle istituzioni. Stati Uniti e Cina hanno “sabotato” varie conferenze internazionali sul Clima (Kioto, Parigi …). L’Expo di Milano del 2015, nata sotto l’egida della conservazione della bio-diversità e del benessere degli animali …, è invece stata un rilancio del consumismo e di illimitato sviluppo economico. Si tace ovunque sull’esponenziale crescita demografica umana, la quale provoca sempre più espansione antropica, impatto ambientale e, necessariamente, richiesta di alimenti. Piuttosto, i politici sollecitano un maggior numero di nascite per motivi tecnici: garantire pensioni, ridurre immigrazioni, rimanere ai vertici dello sviluppo economico); quindi mentre la parola s’ordine è “crescita”, ovviamente economica. La spinta al “top” economico di una Nazione significa sottrazione di beni primari ad altre Nazioni e alla Natura: le conseguenze di dissesto non si fanno attendere. Si prevede che ci sarà sempre più richiesta di proteine animali, ma attualmente il “ciclo della carne” colonizza dal 45 al 55% delle terre fertili (Philip Thornton, International Livestock Research Institute, 2011) e il consumo del 70-80% di acqua dolce nel mondo (David Primentel – 1996, Colorado Univ.). La Natura è già al limite di sopportazione nelle sue risorse primarie e lo si vede dai disastri ambientali, da grandi e piccoli conflitti e da migrazioni di massa. Bisogna trovare (inventare) sempre più cibo per la specie umana (ora a quota 7 miliardi di individui), di ogni colore, di ogni credo, ma il Pianeta non è popolato da individui con la stessa idea, né da Stati omologati. Se da una parte si cercano ragionevoli soluzioni per il benessere generale, dall’altra si pensa a colonizzare, sottrarre e distruggere. Significa che le differenze culturali, religiose, geo-economiche e politiche tra un Paese e l’altro impediscono, di fatto, vera cooperazione e pace. 4) COSTI: NATURA PRIMARIA E’ stato già dimostrato che i costi economici del “ciclo della carne”, rivolti anche all’Ambiente, risultano già ora superiori ai benefici. L’anti-economicità è stata documentata (A. Balmford, Cambridge Univ. – Economic reason for conserving wild nature- Sciece 297, 950, 953-2002). E’ stato fatto un calcolo sui costi/benefici di alcuni siti naturali selvaggi (foreste, mangrovie, paludi), che sono opportunamente rispettati e protetti a fronte di una possibile scomparsa o degrado di essi a causa di processi di antropizzazione e di sviluppo economico. Il rapporto tra costi della loro conservazione e dei benefici che ne derivano è circa 1 (costi) a 100 (benefici). Quindi risulta molto meglio conservare intatti gli ecosistemi, non solo per motivi ecologici, ma anche per convenienza economica. L’attuale aggressione al patrimonio della Natura ha raggiunto valore negativo (dis-utilità). 5) COSTI: SUSSIDI La conservazione dei siti selvaggi ha un valore che supera altamente il valore dei beni prodotti. Lo si nota chiaramente dal “ciclo della carne”: Quest’ultimo risulta fortemente antieconomico, non procura valore aggiunto e tende a toglierlo massicciamente. Il settore zoo-tecnico risulta in continuo deficit economico per i motivi adotti e per la concorrenza sui prezzi (vedi crisi formaggio pecorino sardo, anno 2019). Si ricorre dunque ai sussidi pubblici e ad altre innumerevoli agevolazioni. Joseph Stiglitz (premio Nobel per l’economia- La globalizzzione che funziona. Einaudi 2006) ha osservato che l’allevatore europeo e statunitense ricevono 2 dollari al giorno per ogni bovino allevato. Ne è nata una battuta di Stiglitz non proprio allegra: ”E’ meglio essere una mucca europea che un cittadino povero in un paese in via di sviluppa”. Il settore della pesca è anche peggio; vedi: Norman Myers (economista), in Perverse subsidies – 2001. “Ora, un’ulteriore espansione della nicchia umana aumenta spesso i costi ambientali più rapidamente di quanto aumentino i benefici produttivi, inaugurando una nuova era di crescita antieconomica, crescita che impoverisce più di quanto arricchisca, perché, al margine, costa di più di quanto valga. Questa crescita antieconomica rende più difficile anziché facilitare la cura della povertà e la protezione della biosfera. Il PIL continua a crescere mentre il benessere della gente diminuisce” (H. Daly- Oltre la crescita-Ed. Comunità 2001). 6) COSTI: EPIDEMIE Si nota pure che un rischio di crollo economico è potenziale in ogni momento e in ogni regione a causa di certi allevamenti “lagher”(suini, bovini, pollame) anche italiani. Va esemplarmente ricordata la pandemia Spagnola del 1917 che fece oltre 50 milioni di vittime. In quel tempo infuriava la 1° Guerra mondiale e la debilitazione in salute e in mezzi era generale. Secondo recenti ricerche storiche, il virus “Spagnola” si sviluppò da allevamenti di suini in Cina. Quel virus fu tradotto negli Stati Uniti, poi al fronte di guerra in Francia e infine ovunque. Altri tipi di virus hanno avuto origine da allevamenti di maiali, polli, mucche: allevamenti non consoni all’igiene e al buon senso (Asiatica, Kong Kong, Sars, Aviaria, Mucca Pazza, Corona…). Il Coronavirur si è sviluppato in Cina tramite contatti tra animali (da selvatici portatori ad allevati e infine a contagio umano). La pandemia generata sta abbattendo l’economia mondiale, come in una guerra. Oggi, fortunatamente, ci sono mezzi di difesa contro i virus, ma spesso le difese non sono adeguate contro nuovi virus, come l’attuale. Il paragone con la Spagnola è valido perché se ora c’è più igiene e mezzi di prima, in questo caso sono più numerosi gli allevamenti (spesso anti-igienici e congestionati) e ciò vale anche per i consumi. L’immane sforzo sanitario con blocco dell’economia e inquinamento per disinfezione pubblica per far fronte all’emergenza presentano anche questi costi rilevanti. La questione dei virus da allevamenti non viene denunciata da parte delle autorità: viene stranamente taciuta, sottovalutata … Eppure gli Animali, i mammiferi soprattutto, sono senzienti, hanno valore intrinseco, sono intelligenti, sentono dolore. Perciò se sono incatenati a vita ed affollati, non vedono mai il sole, mangiano cibi e medicine ingrassanti ed acceleranti, vengono trasportati “come animali” ecct, le loro difese immunitarie (le hanno anche loro) cedono il passo ad agenti patogeni. Così avviene per le foreste e animali selvatici che non hanno più il loro habitat originario. “Nei moderni sistemi di allevamento, gli animali vivono in condizioni tali (sovraffollamento, mancanza di luce solare, impossibilità di manifestare il loro comportamento, ecc.) da provocare un diffuso e costante stato di malessere e di vera e propria sofferenza fisica e psichica.” (Gianni Tamino- Biologo) 7) COSTI: ETICA L’enorme quantità di Animali allevati e macellati giorno e notte, per soddisfare gli attuali consumi, sono sottoposti ad indicibili sofferenze. Questa sofferenza non va sottovalutata, anche se non trapela da quegli stabilimenti (vedi allucinanti riprese fotografiche documentate anche in Italia). La mole di violenza ha effetti psicologici negativi sugli operatori del settore, ma anche indirettamente sui cittadini consumatori, normalmente disinteressati e disinformati sulla sorte degli Animali. Infatti, la bistecca sul piatto a tavola è una normalità, ma ogni giorno, l’inconscio registra la violenza, il sangue versato … da altri. In determinate situazioni di tensione sociale e/o individuale, la memoria inconscia erutta la violenza accumulata con aggressione, ansia, paranoia, insicurezza, anche conflitto sociale. Oltre che anti-economico e anti-ecologico, il “ciclo della carne” è anti-etico. Un popolo che si dichiara democratico non può permettere tanta sofferenza Animale negli allevamenti; si può farne a meno o ridurne la portata e meno reclam nelle vendite! Il sangue chiama sangue, ovvero, la violenza sugli Animali chiama violenza sugli Umani e viceversa! E’ presente, più che mai, anche un problema di salute, oltre che etico e ciò lega insieme Animali, Umani e Ambiente. Esercitiamoci nella Compassione Universale e accordiamoci su leggi che favoriscano la Nonviolenza in tutte e le attività, anche in quelle di ricerca scientifica! 8) COSTI: RELIGIONI Le stesse religioni continuano ancora oggi ad indurre i fedeli (Cristiani, Musulmani, Ebrei, Induisti ecct) alla pratica del sacrificio rituale animale in particolari periodi dell’anno. I religiosi non vogliono far cessare questa vecchia tradizione sanguinosa e sanguinaria per fede e per obbedienza ai loro testi Sacri. In realtà, la storia mostra che è la solita questione di potere e rivalità (etnie, cultura, politica, espansione…). L’aspetto religioso dei consumi Animali ha un’importante valenza sul consumo generale perché giustificata dai religiosi. L’effetto di queste rituali pratiche giustifica (religiosamente) la consuetudine del popolo di continuare nei consumi carnei, portando indifferenza sul problema del Riscaldamento Globale (come detto). Anche se si stimano in milioni i capretti e i montoni sacrificati annualmente per il rito religioso, questa è poca cosa rispetto ai circa 70 miliardi di Animali vari macellati ogni anno per il cibo. Il sacrificio rituale è noto a tutti; così i cittadini di ogni Paese dovrebbero comprendere facilmente se, per caso, hanno qualche responsabilità diretta o indiretta sugli attuali problemi ora descritti. “Il diritto di uccidere un corvo o una mucca è l’unica cosa sulla quale l’intera umanità è fraternamente d’accordo, anche nel corso delle guerre più sanguinose” (Milan Kundera, scrittore saggista, drammaturgo – L’insostenibile leggerezza dell’essere, Ed. Gli Adelphi) 9) SALUTE E STILE DI VITA “In base a quanto esposto, un’opzione permetterebbe di liberare la maggior parte di terreni agricoli del mondo, a favore della natura selvaggia o comunque di scelte molto meno impattanti. Ovviamente la dieta vegana permetterebbe di ridurre di molto anche emissioni climateranti. Proprio per questo, i due ricercatori Poore e Nemecek, (Oxford Univ.) hanno dichiarato che, in definitiva, le dieta vegana, dal punto di vista ecologico è più importante delle auto elettriche e della riduzione dei voli aerei. Quanto agli allevamenti, anche a voler trascurare le controindicazioni etiche, l’enorme sproporzione tra i benefici e gli enormi costi globali, mostra una volta di più il loro carattere antieconomico, che ci permette di qualificarli come l’anello debole del sistema” (da Associaz. Eco-filosofica, Quaderno Gennaio-Febbraio 2020 a pag 19). L’interesse popolare per l’’alimentazione vegana (solo cibi vegetali) è in netta crescita e supera quello per l’alimentazione vegetariana (no cibi carnei). Si può aggiungere senza essere smentiti che le ormai numerose e documentate esperienze alimentari di tipo vegano assicurano ottima salute, meno bisogno per medicine e ospedali, quindi meno drammi di salute, risparmio per l’economia. Un altro aspetto dell’essere vegano è lo stile di vita che ne deriva: rispettoso, compassionevole e decisamente etico e sano. 10) DECRESCITA /SVILUPPO Secondo il pensiero dominante per la salvaguardia dell’Ambiente, si sta lavorando per una “crescita/sviluppo sostenibile”. Questo atteggiamento sembra ragionevole. L’espressione “sviluppo sostenibile”, in origine, è ambientalista; fu di Arne Naess e di George Sessons, pionieri dell’ambientalismo ed eco-filosofi. Costoro avevano provveduto, già nel 1984, a formulare una piattaforma per una “ecologia profonda (deep ecology), motivandone il successo con l’espressione: “uno sviluppo mondiale ecologicamente sostenibile”. Nel frattempo, i consumi in generale sono aumentati vertiginosamente con crescita demografica e sovra produzione di merci e mezzi. In realtà, le istituzioni non favoriscono l’Ambiente e neanche gli Animali da reddito, quasi ad evocare il motto “ Cambiare tutto perché tutto rimanga come prima“ (Tommasi da Lampedusa). I popoli emergenti e repressi dai loro Governi e/o dalle multinazionali, sono però abbagliati dalla propagandata ricchezza e cercano di imitare la crescita economica dei Paesi ricchi: crescita che ha però già raggiunto il limite. Nello stesso tempo i Paesi ricchi sentono la necessità di sottrarre materie prime ai Paesi poveri per sostenere le proprie comodità e continuare ricerca scientifica-tecnologica per la crescita. Da qui: corruzione, conflitti, migrazioni, terrorismo… dissesti in tutto il Globo. In questa esplosiva situazione, rimane alta la parola d’ordine “crescita/sviluppo sostenibile” la quale è interpretata sempre più come mero sinonimo di “crescita economica”: lo precisano i sostenitori della “Decrescita Profonda”, tra i quali: Serge Latouche, Guido Dalla Casa, Paolo Scroccaro. “Decrescita” ha evocato in molti il ritorno alla candela e non trova interesse presso la Politica e l’Economia tradizionale. A causa di questa incomprensione, la parola “Decrescita” ha preso varie sfumature non sempre attendibili, mentre l’espressione “Sviluppo sostenibile” (economico ad oltranza) sembra l’unica via percorribile. Infatti, la parola Sviluppo è spesso accompagnata dalla magica parola: “verde, green” e molti rappresentanti del produttivismo verniciato di verde ne approfittano per i loro interessi. Gli studiosi della “Decrescita” hanno formato un movimento internazionale post-crescita: Alleanza delle Economie del Benessere (Wellbeing Alliance) con diversi orientamenti e si incontrano periodicamente dal 2008 (Bruxelles). Sono soprattutto stranieri e ciò fa capire quale sia l’orientamento dell’economia in Italia. Per questo motivo gli studiosi italiani che si interessano su questo tema sono da ammirare. Innanzitutto, per rimediare all’equivoco sul significato: “Crescita sostenibile” ora in voga, e per dare impulso al progetto “Decrescita”, è stata formulata la variante “Prosperità senza crescita”. Le proposte in esame vertono su: necessità di superare l’antropo-centrismo; riconsiderare il valore normativo e basilare della Natura; riconoscere il senso del limite e della moderazione; riconoscere la qualità della vita umana e non umana; ridurre le disuguaglianze sociali e fornire posti di lavoro dignitosi in sintonia con l’etica della vita: il tutto senza necessità di crescita economica a condizione che si adottino politiche indipendenti dalla “Crescita”. Esempio pratico: limitare l’uso delle risorse primarie; tassazione (carbon tax) per ridurre la disuguaglianza sociale/economica; ridurre l’orario di lavoro; finanziare programmi sociali di benessere Umano, non Umano ed Ambientale (alimentazione, spiritualità, libertà Animale, memoria dell’identità urbana, agreste e montana; ripristino aree selvaggie …) . Gli aderenti a questo movimento hanno chiesto al Parlamento Europeo di formare una Commissione sui Futuri Post-Crescita. Quanto viene chiesto non è una novità, ricordando che furono argomenti già trattati nelle scuole filosofiche dell’antichità, quando non c’erano i problemi di oggi: Anassamandro, Platone, i circoli neo-platonici …). In ogni caso, la Decrescita è già realizzata da tempo con i vegetariani senza avere avuto cognizione di essa ed ora con i vegani, i quali esprimono al meglio il rispetto per la vita. Il dibattito internazionale su questi temi ha dato vita ad un convegno internazionale a Venezia, nel 2012 sulla Decrescita e successivamente a Lipsia. La scelta è caduta su menù vegani o quasi (formule alimentari di minore impatto), proprio in considerazione di una vasta letteratura scientifica dedicata agli impatti dei diversi modelli alimentari. P. S: In questi giorni, il Coronavirus imperversa ovunque sul Pianeta, mettendo a dura prova la salute, la sopportazione, i numerosi lutti, le spese e l’economia mondiale. Si ritiene che i virus, per la maggior parte, nascano da inadeguati contatti umani in “lagher” di allevamento e macellazione Animali. E’ probabile che il dopo-virus porti una ventata di saggezza all’umanità, andando a riconsiderare profondamente i modelli culturali ora presenti. Bassiano da Bassano – bassianoblo.wordpress.com – mobass@email.it Marzo 2020

5/20) ORIGINE DELLE EPIDEMIE

 

 

5/20) ORIGINE DELLE EPIDEMIE

L’attuale epidemia del “Coronavirus” ci preoccupa ed è noto che essa è partita dalla Cina. Da quel luogo sono partite anche altre epidemie: Asiatica  del 1957; Sars del 2002; Aviaria del 2005; Suina del 2008: tutte di origine animale, dal soggetto selvatico all’allevato intensivo! Nessuno ha dimenticato la pandemia “Spagnola” del 1918 , perché fece oltre 50 milioni di morti complessivamente; conviene quindi soffermarci sull’origine della Spagnola per capire l’iter delle epidemie in generale.
La Prima Guerra Mondiale durava da 4 anni; i soldati le popolazioni erano stremati da fame, fatiche, ed ambienti infetti e disastrati. La Spagnola fu riscontrata inizialmente negli Stati Uniti, sembra, veicolata da militari cinesi intruppati nell’esercito statunitense. Subito dopo essa passò in Francia tramite le forze statunitensi e si diffuse rapidamente ovunque, favorita da situazioni umane ed ambientali estremamente debilitate. Sotto accusa furono i maiali allevati in Cina, i quali trasmisero il virus  “Spagnola” agli umani.
Se pensiamo alle condizioni di povertà della Cina in quei tempi, possiamo capire le precarie condizioni igieniche, abitative di-e-con gli allevamenti. Però non comprendiamo per quale motivo le recenti epidemie (Asiatica, Corona Virus…) siano partite dalla Cina, dato che questo Paese sta godendo da anni crescente ricchezza economica (PIL 10% circa), con orgogliosa ricerca di primato economico mondiale. Però, un Pil così elevato significa libertà di inquinare e disinteresse per l’Ambiente; ma non solo! La Cina attuale ha molte sacche di povertà e arretratezza economica. Queste sacche sono serbatoi di manodopera a basso costo alle dipendenze di un’oligarchia partitica, paradossalmente comunista/capitalista. E’ evidente che  tale  sistema dirigenziale, spinto al successo economico, non tollera i Diritti Umani  e la libertà di parola nel popolo;  questo facilita gli affari commerciali con imprenditori stranieri. Vengono , tra altro, represse etnie di minoranza fino dai tempi di Mao a danno dei Tibetani ed ora degli Uiguri: per tutti c’è la prigione e la tortura “rieducativa”. Considerando che la popolazione cinese è di circa 2 miliardi con enorme bisogno energetico, è facile intuire che pure gli Animali da reddito vengono trattati grossolanamente (polli, maiali, cani, serpenti … e anche orsi), con il risultato che i virus si sviluppano nelle sedi di allevamento, macellazione  e commercio.
Quanto finora spiegato dimostra che lo sfruttamento animale comporta effetti talvolta devastanti su Animali, Umani e Ambiente. Questo problema non riguarda soltanto la Cina: anche l’Europa ha questo tipo di problemi !
In Italia compare l’Aviaria quasi ogni anno nella Pianura Padana dove c’è la più alta concentrazione di allevamenti avicoli. Raramente questa Aviaria viene registrata dai Media quando il virus è leggero, ma il pericolo di trasmissione dell’infezione agli umani resta continuo. Comunque, periodicamente migliaia di polli ammalati di Aviaria vengono  “prudentemente” gasati e sotterrati all’insaputa dei cittadini.
Per le galline ovaiole esiste una legge europea che vieta il loro allevamento in batteria a partire dal 2012. In batteria, esse sono stressate e a rischio di Aviaria. Ancora oggi l’80% di questi allevamenti in Italia sono in batteria (fonte LAV). Si può controllare il vero nei negozi sotto casa!
Ci sono pericoli di contagio virale anche per i mammiferi (maiali, mucche, conigli …) in allevamento intensivo a causa di maltrattamenti da parte di operatori, veterinari compiacenti e per carenza di controlli.
E’ il caso di un allevamento di maiali in Pavia, dove in questo mese di Febbraio è stata fatta un’ispezione documentata pure in TV (Iene). C’erano maiali morti ed abbandonati, topi e liquami sparsi ovunque.
Un altro fatto, rilevato recentemente in Robecco d’Oglio (Cremona)  dai Carabinieri Forestali di Brescia con il supporto delle telecamere di “Piazza Pulita”, ha mostrato vacche da latte in agonia e lasciate morire; fosse comuni; condizioni igienico-sanitarie  raccapriccianti con bovini malati  tra escrementi e vermi; cisterne da latte invase da blatte;  animali morti e abbandonati come nel caso di Pavia. Si potrebbe citarne altri!
Da questa riflessione si evince che i controlli igienici in allevamenti in qualsiasi parte del globo non sono sufficienti, né garantiti e che i virus si propagano da questi  ambienti quando sono malsani o sovraffollati.
Se aggiungiamo la crisi ecologica in atto con i ben noti sconvolgimenti ambientali a livello globale, dobbiamo riconoscere che l’equilibrio biologico naturale non è più  stabile e ciò indebolisce la resistenza fisiologica di Umani, Animali domestici/selvatici e Ambiente. Ciò consente una periodica presenza di virus noti, ma anche l’eventuale insorgenza di virus sconosciuti sui quali non è garantito trovare un vaccino in tempo utile  (vedi il Coronavirus, per il quale non c’è ancora un adeguato vaccino di contrasto).
Se comparisse un nuovo virus forte al quale non si potesse opporre adeguato vaccino, un’epidemia (epi=sopra) locale potrebbe rapidamente trasformarsi in una pandemia (pan=tutto) mondiale e forse mortale, come successe con la Spagnola. Allora, diventa più necessario, ovvio e conveniente ripensare eticamente il rapporto umano con gli Animali, piuttosto che  sbandierare  vaccini, panico e mascherine!
In conclusone, il miglior modo per garantire salute ad Umani, Animali ed Ambente è di ridurre drasticamente gli allevamenti ovunque per ordine delle autorità e di controllare i rimanenti, optando per uno stile di vita nonviolento e possibilmente non carnivoro.

Bassiano da Bassano – bassianoblog.wordpress.com – mobass@email.it
Febbraio 2020
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4/20) OLOCAUSTO E FOIBE

4/20) OLOCAUSTO E FOIBE: OSSERVAZIONI

Il 10 Febbraio 2004, in Italia (Governo di Destra), fu deciso il “Giorno del Ricordo” per commemorare  le vittime delle “Foibe” e l’esodo delle popolazioni giuliane in territorio italiano. Da allora, le celebrazioni si sono incentrate esclusivamente sulle “Foibe”, mettendo in risalto la pulizia etnica su queste popolazioni da parte dei comunisti serbo-croati. Anche la recente celebrazione (2020) condotta dal Presidente Mattarella, ha mantenuto la linea stabilita dalla legge sulle “Foibe”. Questo metodo si ripete ogni anno da allora, ma quest’anno esso ha avuto maggiori contrasti rispetto agli anni precedenti per il fatto che viene ancor più sollevata l’obiezione di non includere nel “Ricordo” anche quanto successe prima dei fatti delle “Foibe”, ovvero durante il regime Nazi-Fascista in quelle terre, spietato anch’esso tanto quanto quello dei partigiani comunisti slavi, subito subentrati ai fascisti nel1943.
La commemorazione delle “Foibe” , come indicato dalla legge, è gradita alla Destra italiana, la quale visceralmente deplora il Comunismo, ma è contestata da parte della Sinistra italiana, la quale visceralmente  deplora il Fascismo: è una vecchia routine di politicanti che ha sempre portato guerre e inimicizie.
La storia umana è piena di crudeltà e di terrorismo  di prima e di poi, contro inermi e non è onesto scontrarsi ancora oggi su problemi di questo tipo, dopo aver tutti subìto indicibili sofferenze e distruzioni. Ricordiamo, come ignobile esempio, i bombardamenti nazisti su Londra nel 1940, per mesi ad inizio guerra  e la risposta anglo-americana con i bombardamenti, giorno e notte sull’indifesa Dresda nel Febbraio 1945 , quando la guerra volgeva ormai a favore degli Alleati. Ambedue gli schieramenti non ebbero scrupoli  morali per uccidere gli inermi, poiché avevano il preciso scopo di terrorizzare i civili e di vincere così la guerra. Questo crudele meccanismo di sopraffazione, innescato da reciproche rivendicazioni è stato presente anche in area nord-orientale italiana fin dalla Prima Guerra Mondiale (vedi pretese italiane sulla Dalmazia). Quindi si può evidenziare il peso  della crudeltà  dei   fascisti al potere in territorio giuliano prima delle “Foibe” (Fascismo di confine dal 1918 al 1943), tanto quanto il peso della crudeltà dei “titini” comunisti da 43 e perfino dopo il 1945.
Purtroppo  la legge del 10 febbraio 2004 è molto carente; non è stata studiata con imparziali criteri storici, avendo evidenziato soltanto una parte dei tragici avvenimenti e ciò è fonte di polemiche o di probabili conflitti sociali. Quest’anno, ad esempio, le celebrazioni della “ Giornata della Memoria” avvenute 14 giorni prima delle celebrazioni del ”Giorno del Ricordo” ,  sono state disturbate da atti razzisti contro gli ebrei; continuarono fino alla seguente celebrazione delle “Foibe”, provocando continuo sdegno e intolleranza anziché pacificazione.
Un’altra osservazione: la “Giornata della Memoria” è solitamente incentrata su testimonianze di sopravvissuti all’Olocausto, come si usa fare per  il “Giorno del Ricordo” e, per ambedue, non vengono mai approfonditi  i motivi  storici che chiamano in causa molti potentati (clericali, filosofici, militari, economici, educativi, artistici, sportivi …).
Aggiungiamo che le frasi ”Giornata della Memoria” e  “Giorno del Ricordo” hanno lo stesso significato letterale. Che differenza c’è tra le due? Solo disordine!
E’ evidente che queste due frasi ricordano la solita rivalità politica e una sottile concorrenza su tristi e vergognosi eventi.
Se lo Stato italiano si decidesse di allargare senza indugio le sue vedute sulla storia dell’Olocausto e delle “Foibe”,  troverebbe più utile e consequenziale unificare le due celebrazioni in un’unica data, quella del 27 Gennaio, essendo questa a carattere europeo, mentre quella del 10 Febbraio è a carattere soltanto nazionale. Ciò permetterebbe maggior consapevolezza sociale ed anche nella politica.
Mantenendo, invece, le due date separate nei termini ora descritti, come fossero eventi di diversa natura, crescerà l’indifferenza su “Olocausto” e “Foibe”: proprio  il contrario  di quanto si raccomanda di non dimenticare.

Bassiano da Bassano – bassiano blog.wordpress.com – mobass@email.it
Febbraio 2020
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3/20) DELIRIO DI GRANDEZZA CHE VALE UNO STARNUTO

3/20) DELIRIO DI GRANDEZZA CHE VALE UNO STARNUTO

Ci giunge notizia, per vie traverse, che il governo cinese sta infierendo contro popolazioni con metodi razzisti in una regione a nord ovest  della Cina .  Questo fatto ci giunge inaspettato, soprattutto ora che in Italia (ed in Europa) si sta ancora parlando in lungo ed in largo della Shoah con la raccomandazione: “ricordare per non dimenticare”. Di quanto succede in Cina non si fa parola a livello politico, né mediatico in Italia, mentre si è solleciti a pubblicizzare il “festival di Sanremo 2020”  immediatamente all’indomani delle Celebrazioni sulla “Giornata della Memoria”e con pubblicità di carnevale. Girando pagina con tale indifferenza si dimentica in fretta una vergogna dei popoli.
La regione della Cina, dove stanno succedendo arbitrarie incarcerazioni è l’Uigur, a Nord del Tibet; è abitata da una minoranza etnica musulmana turcofona di circa 8 milioni di persone, chiamate UIGURI. Il governo cinese sta procedendoad una forzata rieducazione per tutti gli Uiguri, compresi i bambini. Li costringe alla segregazione in prigioni di triste memoria (torture e privazioni) al fine di far loro dimenticare di essere musulmani nella tradizione, religione e lingua, per il fatto che chiedono da molti anni l’indipendenza dalla Cina. Con questo, la Cina intende cautelarsi contro eventuale  terrorismo islamico in casa (aumento di rivendicazione etnica). I cinesi affermano di fare semplice opera di rieducazione per portare gli Uiguri a livello culturale del cittadino medio cinese e negano di fare persecuzione; in pratica stanno soffocando una minoranza etnica! Le affermazioni di rispetto del governo cinese di Xi Jinping (il presidente venuto in Italia recentemente), nei confronto di una minoranza etnica, è una grossa bugia, poiché il tipo di incarcerazione e di torture è simile a quello usato  dai cinesi comunisti stessi con la loro invasione in Tibet nel 1950 per piegare l’etnia tibetan. I motivi d’invasione in Tibet sono gli stessi per gli Uiguri. Si volle sopprimere l’etnia tibetana e la sua cultura, ritenute estranee al “dictat” materialista del comunismo di Mao Tse e, nello stesso tempo, di allargare il potere cinese sul Tibet. Anche i metodi di incarcerazione, controllo e sevizie contro gli Uiguri sono sempre gli stessi di prima e ciò conferma la reiterata menzogna cinese.
A conferma delle torture e morti, causate dai governi cinesi succedutisi fino ad oggi contro la popolazione tibetana, ci sono molte testimonianze di monaci tibetani (nonviolenti) ex deportati, alcuni dei quali venuti anche in Italia e di loro numerose pubblicazioni. Per conferma è sufficiente contattare il Centro Tibetano Buddhista di Pomaia (Pisa), molto noto ed accessibile.
Il silenzio di governi e di media italiani sulla terribile situazione degli Uiguri in Cina è lo stesso che si avverte ancora oggi sui tibetani. Anche peri tibetani, i governi cinesi hanno sempre dichiarato di praticare i diritti civili, mentre è noto che non ci sono Diritti civili in Cina! Eppure, anche la Cina ha un patrimonio culturale di civiltà notevole, ereditato dal Confucianesimo (5° sec. a. C. ) e dal Taoismo (2° sec. a. C.); è però evidente che il Comunismo cinese distorce i princìpi del quieto vivere.
La nostra amata Liliana Segre (sopravvissuta all’Olocausto) ultra novantenne ed ammirata per la sua saggezza, pone l’accento sull’indifferenza come il mezzo per ritrovarsi in nuove terribili dittature. Un’indifferenza su basi economico/politiche è tuttora presente anche in Italia e questo comportamento inficia le più sagge raccomandazioni. Infatti, quando il Dalai Lama Tenzin Ghiatzo, capo politico e religioso dei tibetani in esilio, venne a Roma nel  Giugno 1994, non fu accolto in forma ufficiale dall’allora governo Berlusconi, per non compromettere i rapporti commerciali con la permalosa e prosperosa Cina; nel dicembre 2007  il Dalai Lama compì un viaggio in Italia, durante il quale papa Benedetto 16°  e il Primo ministro Romano Prodi  non lo ricevettero per paura di aprire un incidente diplomatico con Pechino; per questo rifiuto, si nota una rivalità religiosa cattolica.  Ora sta succedendo la stessa cosa con il silenzio sulle persecuzioni a danno degli Uiguri; e ancor più per il megalomane progetto cinese della sua “Nuova via della seta” che attira industriali e politici di mezzo mondo (anche italiani) … . I cinesi stanno investendo grandi risorse per diffondere la loro economia ovunque. Il loro PIL è a livello tale da far invidia agli altri governi. Infatti la Cina è considerata il prossimo motore economico internazionale, dominante anche sugli Stati Uniti,  quindi è meglio tenersela amica e dimenticare: dimenticare i Diritti Civili in Cina e altre iniquità.
Ora, però, è scoppiata un’epidemia che metta a rischio la salute di tutta la specie umana. E’ il “Corona Virus”, nato proprio in Cina, il paese dal PIL più alto , che per essere tale, significa zero cura per l’Ambiente e zero Diritti Umani; e non solo questo, mancanza di rispetto per gli Animali e per igiene nell’allevamento e macellazione. Ad esempio: in Cina allevano cani per alimentazione e orsi per le ottenere la bile come medicina fortemente segregati. La loro tortura è palese. Se un animalista italiano si reca in Cina e, imbattendosi in allevamenti di questo tipo, si permette di fare una foto a quelle gabbie o a fare un’obiezione sulla crudeltà, gli succederà subito qualcosa di spiacevole per mano degli stessi operatori lì presenti!
In pratica, il Corona Virus (come la vecchia Sars) è nato in un ambiente malsano Umano-Animale-Ambientale in virtù del diritto di auto-determinazione dei popoli. Si può quindi affermare che il “Corona Virus” è un monito della Natura che costa caro non solo ai cinesi.

Bassiano da Bassano – bassianoblog.word.com – mobass@email.it – Febbr. 2020
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2/20) GIORNATA DELLA MEMORIA

2/20) GIORNATA DELLA MEMORIA

Nel giorno delle elezioni amministrative in Emilia-Romagna  e Calabria (27 Gennaio 2020) è stata celebrata anche la “Giornata della Memoria”. Il tutto è stato costellato da  fatti incresciosi di natura razzista contro ebrei, immigrati e abitazioni. Questo “mix” di situazioni ha dimostrato leggerezza da parte delle istituzioni governative, soprattutto nei riguardi della “Giornata della Memoria”, la quale non doveva essere confusa con altri avvenimenti, comportando indifferenza e  confusione morale. Scritte antiebraiche (Mondovì, Torino), insulti razzisti e un assalto razzista in un negozio di Brescia sono conseguenze di una cattiva gestione della politica. Un particolare interessante, a riguardo del supposto razzismo:  la svastica che è stata grossolanamente disegnata sul pavimento del negozio a Brescia (vedi cronaca) non è quella dei Nazisti, poiché essa è stata disegnata con i raggi solari (rotazione a destra) anziché lunari (rotazione a sinistra). Ciò fa pensare che gli esecutori del disegno siano dei sempliciotti in cerca di emozioni.
Piuttosto, la martellante diffusione  mediatica di  documenti storici e films fantasiosi (fictions) sui giorni della “Memoria”, ha fornito, come ogni anno in questa occasione,  un’immagine bieca del popolo tedesco … attuale. Questa è una forma di disonesta leggerezza e parzialità. Bisogna,invece rispettare il popolo tedesco, teso a riprendere la sua serenità; è sufficiente ricordare lo statista tedesco Willy Brandt, Nobel per la Pace (1971), il quale si inginocchiò pubblicamente sul  monumento al Ghetto ebreo in Varsavia  (1970). Le indicibili colpe, delle quali si parla, non appartengono alla storia di un unico popolo. Si può immaginate questo fenomeno sociale di strapotente energia negativa come una frusta che, agitata, produce una costante e silenziosa onda  sinusoidale in tutta la sua lunghezza, ma che  fa lo schiocco (supersonico) al suo estremo, producendo il maggior danno proprio in quel punto.
La “Giornata della Memoria” è nata nel 2000. L’Articolo 2 della stessa recita: ”Vi  sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” .

    Si continua a ripetere di “ricordare per non dimenticare”, mostrando episodi e pietose testimonianze relative a quel periodo di deportazioni, ma non viene mai spiegata l’origine di tanta crudeltà;  arriverà il giorno nel quale nessuno avrà voglia più di ricordare, essendo il Ricordo non  sostenuto dalle Cause.  Quindi non basta ricordare, ma è necessario svelare il percorso storico del razzismo  (e del sessimo e dello specismo, componenti interconnesse) in modo che ogni epoca mostri le tappe dell’odio e le varie responsabilità.
L’articolo 2, ora citato, spiega che la tragedia è avvenuta  in un “oscuro periodo della storia”; così nessuno  affronta di questo aspetto, essendo  “oscuro”, mentre  oggi ci sono  informazioni storiche più attendibili rispetto a qualche decina di anni fa, quando era meglio tacere, essere indifferenti e anche mentire.
Non è possibile dare le dovute spiegazioni in questa sede con poche parole. Basta  intuire che  ogni popolo  pratica il razzismo in qualche modo fin dalla preistoria . Dunque, gli Ebrei hanno avuto e hanno ancora traversia a non finire. Ricordiamo  la loro schiavitù nell’antico Egitto e le numerose diaspore  e ulteriori schiavitù con l’Impero Romano. Il Colosseo , luogo di giochi e di morte,  fu  edificato da schiavi ebrei  verso gli anni 80 d. C. Preoccupa il fatto che non si pensi al deprecabile aspetto morale che emana questo rudere storico: una delle sette meraviglie del mondo (UNESCO) e il più gettonato dai turisti in Italia!
Già nel VII secolo il califfo Omar obbligava i “dhimmi”, membri delle comunità non musulmane (ebrei e cristiani), a portare, tra i varï obblighi, anche una stella di stoffa gialla appesa al vestito. Si intuisce che, a quei tempi, il razzismo aveva i connotati del sopruso e dell’indifferenza. Il segno distintivo della stella fu poi adottato da papa Innocenzo III con il Concilio Lateranense del 1215, avendo imposto agli ebrei la stella sul lato sinistro delle vesti all’altezza del petto. Subito dopo, nel 1218 anche l’Inghilterra adottò lo stesso meccanismo per distinguere gli ebrei. Quello che successe poi nella cattolicissima Spagna, con l’Inquisizione dal 15° secolo in poi per 4 secoli, concretizzò il principio razziale/razzista, puntando sulla purezza del sangue, già di origine biblica. Furono perseguitati i “màharan”, che significa ”proibito, impuro, maiale”, “cristianos nuevos”,  musulmani ed ebrei convertiti (conversi) e non convertiti al cristianesimo. Ed infine, Venezia, la ricca Repubblica veneta con la creazione del “Ghetto” per ebrei nel 1516 circa, dove si veniva sorvegliati da una polizia clericale  cattolica; senza dimenticare che anche tra i protestanti succedeva lo stesso (Martin Lutero odiava i “maiali” ebrei).
In tutte queste storie di sopraffazione corre il filo della purezza del sangue  che ha fornito la scusa per sopprimere stranieri, donne, animali fin dall’antichità.  Il Nazional-socialismo fece proprio il concetto di purezza, portandolo ad estreme “ soluzioni finali”, come una grande frustata, ma il razzismo era la quotidianità di molti governi e di gente comune .  Quest’ultimo ed orrendo atto “purificatore”  della storia fu possibile in Germania anche  per una prepotente spinta filosofica e artistica precedente, la quale mostrò i suoi intenti dopo la Rivoluzione francese, facendo naufragare per sempre il nobile motto “Egalité , Fraternité, Liberté”.

Bassiano da Bassano – bassianoblog.wordpress-com – mobass@email.it                                                              Gennaio  2020
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